mercoledì 7 novembre 2018

Ernesto Basile



Il palermitano Ernesto Basile (1857 –1932) è stato un celebre esponente del Modernismo internazionale e del Liberty. Nelle sue opere riuscì ad amalgamere la tradizione architettonica e decorativa dell’Italia meridionale e della Sicilia con le innovazioni del Modernismo internazionale. Si laureò in architettura presso la Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri e Architetti di Palermo nel 1878.  Iniziò l’attività affiancando il padre Giovan Battista Filippo Basile, anche lui apprezzato architetto. Negli anni 80 visse a Roma dove era assistente del professor Enrico Guy nell’Università e viaggiò nel Nord Italia e all’estero, in particolare in Brasile.  Nel 1890 succedette al padre nella cattedra presso l’Accademia di Belle Arti  e nella Scuola di Ingegneria e Architettura. Dopo la morte del padre (1891) concluse l’opera più importante della Palermo ottocentesca, il Teatro Massimo che era stato iniziato dal padre in stile Classico sotto la direzione dell’architetto Giovanni Rutelli. In quel periodo iniziò la collaborazione con il pittore Ettore De Maria Bergler e con il mobiliere Vittorio Ducrot. I tre saranno i principali protagonisi del Liberty palermitano. Nel 1891 Basile realizzò i padiglioni per l’Esposizione Nazionale di Palermo.
Negli anni 90 progettò la Villa Bordonaro (1893-96), il palazzo Francavilla (1893-97), i chioschi Ribaudo e Vicari in piazza Verdi (1894 e 1897).
Nel 1898 compì un viaggio a Vienna dove ebbe modo di osservare e studiare le opere della Secessione viennese. E nel 1899 progettò il villino della famiglia  di imprenditori Florio a Palermo che fu il primo edificio in stile Liberty a comparire in Italia. Il Villino Florio, costruito all’intermo del Parco dell’Olivuzza, divenne famoso in tutta Europa; vi furono accolti illustri ospiti come  il Kaiser Guglielmo II e i reali d’Inghilterra Edoardo VII e la regina Alessandra. Il Basile volle rispecchiare soprattutto il gusto cosmopolita di Vincenzo Florio, amante dei viaggi, grande sportivo e organizzatore di eventi come la Targa Florio. Si avvalse della collaborazione di artisti come Ettore De Maria Bergler, Vittorio Ducrot, Salvatore Gregorietti, Giuseppe Enea. Gravemente danneggiato, soprattutto negli arredi interni, da un incendio doloso nel 1962 è stato reastaurato a cura della Soprintendenza, del Centro del restauro e del Centro di progettazione dell’assessorato regionale siciliano ai Beni culturali. Oggi ospita la sede di rappresentanza dell’UNESCO in Sicilia.


Il 1900 lo vede impegnato alla ristrutturazione di Villa Igiea a Palermo con la collaborazione del pittore Ettore De Maria Bergler per conto dell’industriale Ignazio Florio. Villa Igiea è oggi un grande albergo oggetto d’ammirazione da parte dei visitatori per la raffinata decorazione e per le policrome architetture.
Seguirono il Palazzo Utveggio (1901) e i padiglioni della Prima Esposizione Agricola Regionale (1902).
Nel 1903 realizzò a Palermo la propria casa che chiamò “Villino Ida” per dedicarla alla moglie Ida Negrini, il cui arredamento fu realizzato dalla Ditta Ducrot. Oggi la casa è proprietà della Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
In quei primi anni del 900 realizzò molte altre opere tra le quali ricordiamo Villino Fassini, Villino Monroy e la Villa dei principi Deliella (abbattuta nel 1959) il villino Ugo (1908), il Palazzo della Cassa di Risparmio di Palermo.
Nel 1910 progettò a Palermo il Villino Lentini le cui facciate sono decorate a motivi floreali dal pittore Rocco
Lentini. Nel 1912 progettò, sempre a Palermo, il Palazzo delle Assicurazioni Generali di Venezia. Del 1913 è il progetto del Kursaal Biondo e del 1916 quello del chiosco Ribaudo in piazza Castelnuovo (1916). Nel 1914 realizzò il Palazzo Municipale di Reggio Calabria (Palazzo San Giorgio).




Palazzo San Giorgio Reggio Calabria Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons


Chiosco Ribaudo di Piazza Castelnuovo a Palermo

Villino Florio Licenza CC BY SA 3.0 – Autore Foto: Dedda71



Tra il 1922 e il 1928 realizzò a Palermo la Chiesa di Santa Rosalia su commissione della Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore. Nel 1924 progettò il Villino Gregorietti a Mondello per il pittore Salvatore Gregorietti.
Basile lavorò molto anche a Roma dove eresse alcune dimore signorili (villa Villegas, palazzina Vanoni, villa del marchese di Rudinì) e costruì l’ala nuova di Montecitorio con l’aula della Camera dei Deputati (1902-1918). A Basile si deve anche il grande salone detto “Transatlantico”, caratterizzato dal pavimento in marmo siciliano, che deve il nome alla somiglianza dell’arredo in particolare i lampadari a quello delle grandi navi passeggeri d’inizio Novecento. Con Basile collaborarono  Leonardo Bistolfi e Domenico Trentacoste, autori dei gruppi marmorei e della facciata posteriore.
A Messina Basile realizzò diverse opere per la ricostruzione della città dopo il terremoto del 1908; in particolare la Piazza del Popolo (oggi Piazza Lo Sardo) e il palazzo della filiale della Cassa di Risparmio.

Messina Portici di Piazza del Popolo (Piazza Lo Sardo)

Tra le opere realizzate in altre località siciliane ricordiamo  il Teatro Sociale (1899-1905) e la fattoria modello del barone Gangitano (1898-99) a Canicattì, la villa Manganelli a Catania (1907-13), il palazzo Bruno di Belmonte a Ispica (1906), la Centrale elettrica di Caltagirone (1907).
Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni sia come progettista di padiglioni, sia come espositore spesso insieme alla ditta palermitana Ducrot, e allo scultore Antonio Ugo. Nel 1902 è presente a Torino, nel 1906 a Milano, dal 1903 al 1909 alle Biennali di Venezia.
A Milano, per l’Esposizione Internazionale del 1906 o del Sempione, curò il Padiglione della Navigazione Generale Italiana del siciliano Ignazio Florio per il quale ottenne il Diploma d’Onore Oltre a modelli e disegni dei piroscafi della compagnia vi era la ricostruzione degli  ambienti di un transatlantico per i passeggeri di prima classe. La sala da pranzo, quella di musica, la sala di conversazione, quella di ritrovo per i bimbi, alcune cabine. C’era anche la “cabina Marconi” con gli apparecchi radio-telegrafici in funzione e in grado di comunicare con la stazione radio-telegrafica installata nel Padiglione del Ministero della Guerra. L’arredamento era stato realizzato su disegni dello stesso Basile. Le decorazioni erano dei pittori Grosso, Terzi e De Maria.


L’aula di Montecitorio progettata da Ernesto Basile – © Presidenza della Repubblica. Tramite Wikimedia Commons

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Ernesto Basile